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Impegno chirurgico e scelte ecologiche personali. Una co-evoluzione obbligata ma insufficiente?

Martedì 16 Aprile 2019
Paolo Spalluto, Prof. Pietro Majno-Hurst e Dott. Daniele Lotti

Prof. Pietro Majno-Hurst

La conferenza tenuta dal professor Majno ha toccato temi che illustrano quanto venga applicato quotidianamente il rigore in ambito professionale -non solo in quello medico-, ma lo stesso non viene sufficientemente ponderato quando si parla di una migliore gestione delle risorse naturali.

Portando alcuni esempi di comportamenti più consapevoli e stimolando riflessioni banalmente logiche, ma supportate da dati dimostrabili, il nostro conferenziere ha, in maniera spesso provocatoria, indicato quali passi possano essere facilmente seguiti per fare convivere in maniera più efficace capitale ecologico e capitale di salute del corpo umano. Si tratta di sistemi biologici ben conosciuti e che ripensati potrebbero cambiare la connotazione dei concetti quali crescita, sazietà, razionamento e libertà.

Il professor Majno ha fatto di queste teorie il proprio stile di vita: in famiglia non possiedono un’automobile, condividono la casa con tre rifugiati eritrei e una studentessa, pur consapevoli che queste pratiche, anche generalizzate, sarebbero insufficienti per fronteggiare la crisi ecologica in corso.

  

 

Prof. Pietro Majno-Hurst

Pietro Majno-Hurst ha dedicato la sua vita professionale alla chirurgia, con una formazione nel Regno Unito, Francia e in Svizzera. Per 20 anni si è occupato di chirurgia e trapianti di fegato negli Ospedali Universitari di Ginevra, dove è stato il Direttore del Centro delle malattie epato-pancreatiche, prima di essere nominato nel 2018 professore di chirurgia presso la nuova facoltà di scienze biomediche dell’USI, Primario all’Ospedale Regionale di Lugano e Direttore del Dipartimento di chirurgia dell’EOC. È autore di più di 200 pubblicazioni scientifiche. Padre di 4 figli, è sposato con Samia Hurst-Majno, direttrice dell’Istituto di Bioetica della facoltà di Medicina di Ginevra. Entrambi considerano le questioni ambientali e sociali indissolubili da quelle della salute.

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Come posso fare per richiedere uno o più ecoprodottì?

Gli ecoprodottì possono essere richiesti tramite il sito www.ecoprodotti.ch

N.B.: tutti i clienti SES con tariffe Ambra e Perla ricevono di base la fornitura di tìacqua, energia rinnovabile certificata naturemade basic e interamente prodotta da centrali idroelettriche ticinesi.

Cosa sono gli ecoprodottì?

Gli ecoprodottì sono composti da tìacqua, tìnatura e tìsole, dei prodotti composti da energia al 100% rinnovabile ed ecologica certificata naturemade. Questi prodotti interamente prodotti in Ticino sono stati creati dall’Azienda Elettrica Ticinese (AET) e dai distributori cantonali riuniti in Enertì.

Qual è l’apparecchio UPS che più si adatta alle mie esigenze?

Esistono molti modelli di UPS in base alla potenza e all’autonomia in caso di interruzione di corrente elettrica. Chiamando il numero telefonico 0844 737 737 (tariffa locale) sapremo consigliarvi l’apparecchio ideale per le vostre esigenze.

Qual è la potenza massima collegabile agli UPS?

Gli apparecchi che rientrano sotto l’offerta SES PowerSecurity variano da una potenza di 400VA/250W a 3000VA/2100W. Per altre esigenze, la SES si appoggia alla consulenza diretta del produttore degli UPS.

È necessario modificare il proprio impianto elettrico per installare gli UPS?

No, l'installazione di un apparecchio UPS è molto semplice e avviene tramite una normale presa 220V. Non sono quindi necessarie né modifiche del proprio impianto elettrico, né cablaggi particolari.

Gli UPS sono rumorosi? Emettono calore? Consumano energia?

Gli UPS sono provvisti di una ventola per raffreddare le unità interne e quindi in situazioni particolari dovute all’elevata temperatura, potrebbero causare un lieve rumore.

L’emissione di calore è molto limitata e il consumo di energia per il mantenimento in carica della batteria degli UPS è bassissimo.

Quanti apparecchi possono essere collegati agli UPS?

Sul retro dell’UPS, sono presenti più prese in uscita predisposte per i collegamenti protetti. L’importante è prestare attenzione alla potenza degli apparecchi allacciati, evitando di superare la potenza massima consentita dall’UPS.

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